giovedì 30 dicembre 2010

TUTTO QUESTO NON LO ACCETTERÒ PIÙ


Ultimo post per il 2010, durante un dicembre che mi ha visto un po' assente per via di alcuni impegni.
Vi lascio con un video tratto da un film che ho recentemente scoperto e che risulta apocalitticamente attuale: Quinto potere (Network) di S. Lumet del 1976.
Sperando che il 2011 porti effettivi cambiamenti importanti.

domenica 26 dicembre 2010

ABBEY ROAD MONUMENTO NAZIONALE


Da questo Natale 2010 lo storico attraversamento pedonale di Abbey Road, a Londra, è sito protetto del Regno Unito.
La parte della via ha ottenuto il "Grade II" dall'English Heritage, l'ente che si occupa di salvaguardare i siti di particolare interesse storico o architettonico.
L'attraversamento si trova davanti agli Abbey Road Studios della Emi, già entrati nella stessa categoria lo scorso febbraio, ed è famoso per essere stato immortalato nella copertina di Abbey Road dei Beatles, pubblicato nel 1969.



Fonte: ansa.it

martedì 14 dicembre 2010

...CARO IL MIO COGLIONAZZO!


"Coglionazzo" è proprio il termine che il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è sentito rivolgere da alcuni deputati del Pdl questa mattina, dopo l'esito negativo della mozione di sfiducia all'attuale Governo, accompagnato dalla richiesta di dimissioni.
Tralasciando l'opinione sul suddetto politico, quello che colpisce è il continuo declino dei modi della politica attuali in Italia; tutto viene ridotto a parolacce e grida, rappresentando forse quello che al momento il paese è e si merita. Una perdita culturale e una pochezza intellettuale che ormai sembrano inghiottire tutti inesorabilmente.
Senza dimenticare che il termine "Coglionazzo" è molto più di un semplice insulto o una comune parolaccia: è denigratorio, pone l'essere umano al di sotto del normale "Coglione".
Crea una sorta di livelli sociali diversi, sottolinea in modo negativo la subordinazione nei confronti di un superiore, rimanda a un'inferiorità di fantozziana memoria.



Foto da vistasocialclub.blog.kataweb.it/archives/831

martedì 30 novembre 2010

PRESENTAZIONE DE "IL MERCOLEDÌ DELLE CENERI"


Il mercoledì delle ceneri.
Questo il titolo del primo romanzo di Antonello Dinapoli, edito da LaQuadra editrice e in uscita proprio in questi giorni.
Il libro sarà presentato dall'autore giovedì 9 dicembre all'Ausonia, a Trieste, all'orario di aperitivo; giovedì 16 dicembre toccherà alla città di Brescia, presso il Nuovo Cinema Eden.
Per il momento Il mercoledì delle ceneri sarà acquistabile presso:
  • librerie Minerva e In Der Tat a Trieste;
  • tutte le librerie di Brescia.
Contatti:
antonello.dinapoli@gmail.com
laquadra.it/editrice/default.asp
info@laquadra.it

Biografia:
Antonello Dinapoli (Bari, 1980) vive e lavora a Trieste come giornalista e speaker radiofonico. Nel 2009 vince il concorso “Io Scrivo” organizzato dalla Giulio Perrone Editore e nel 2010 si aggiudica il primo premio al concorso “GialloCarta” di Civitanova Marche con il racconto “L'aperitivo”. Questo è il suo primo romanzo.

Il romanzo:
Succede tutto in un giorno, a cavallo fra il martedì grasso e il mercoledì delle ceneri del 2009.
Un uomo muore in condizioni improbabili e viene trovato sul ciglio della strada con la bocca esplosa. La strana morte coinvolge le vite di provincia di un professore meridionale che arrotonda lo stipendio vendendo stupefacenti, un giovane rocker con la madre in coma ed una ragazzina obesa alle prese con gli esami di maturità. Una storia quasi normale che si risolverebbe come tante, se non fosse per una maledetta partita di oppio tagliato male. Uno spaccato accelerato di esistenze addormentate, fra studenti sfaccendati, sacrestani con il vizietto degli stupefacenti, nani taxisti, broker di campagna e stimati professionisti malati di sesso. Una lotta contro il tempo, una fuga ossessiva dalle responsabilità e dalle forze dell'ordine, alla ricerca disperata della quiete subnormale di una ricca città del nord. Una brutta storia di provincia, pronta a risolversi senza colpevoli, se solo non fosse giunto il giorno in cui tutti devono finalmente pentirsi dei loro peccati.
È arrivato il mercoledì delle ceneri.

Di seguito il book trailer:



Foto da capagloriosa.splinder.com
Video da youtube.com/user/antonellodinapoli

martedì 23 novembre 2010

MODIANO ARTE E IMPRESA


Anche se presente da un po' di tempo, solo qualche giorno fa sono riuscito ad andare a visitare il nuovo appuntamento con le mostre Modiano, che va ad aggiungersi ai precedenti tre.
Questa volta, il tema dell'esposizione è "Arte e impresa - Dalla fotografia alla cartolina, dal bozzetto al manifesto" e la location è il Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata di Trieste, in posizione molto centrale.


In questa quarta tappa si possono ammirare tante locandine non presenti nelle precedenti esposizioni e una grande sezione è stata dedicata alle fotografie d'epoca, che ritraggono paesaggi e vita di ogni giorno di Trieste, Gorizia e di alcuni luoghi oltre confine, come Parenzo e Pola ad esempio.


Ritroviamo qui gli artisti già incontrati nelle altre mostre; Sigon, iniziatore del cartellonismo giuliano,  Cambon, ideatore di reclam per alberghi e calendari, Orell che si autoritrae in un manifesto per la Società di Navigazione Austro-Americana.
Poi si passa a Pollione, figlio di Sigon, che con i suoi 7000 bozzetti rimarrà alla Modiano fino al 1957, prima di andare in pensione.
Come anticipato, anche la fotografia fu importante per l'azienda, andando a consolidare quel mezzo di comunicazione privilegiato, economico e veloce che fu la cartolina; da qui, intense campagne fotografiche che sarebbero poi diventate cartoline, già di loro potenziali pubblicità del prodotto commerciale.


Questa tappa del percorso Modiano mi è piaciuta molto, anche se molto più contenuta di quella di Gorizia; sicuramente un'occasione per poter ammirare altre stupende locandine non viste in precedenza e molte foto d'epoca che ritraggono posti in cui quotidianamente capita di passarci.
Come le altre tappe, anche in questa l'ingresso è gratuito e ci sono degli omaggi per i visitatori molto interessati.


Trieste
Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata
Via Torino, 8
LUN-SAB: 10-12:30/16-18:30
DOM: 10-13
Tel. 040.639188
irci@iol.it
PROROGATA FINO AL 12.12.2010


Qua le foto della mostra Modiano Arte e Impresa

martedì 16 novembre 2010

"BARAN KEBAP" SPECIALITÀ TURCHE A TRIESTE


Un'altra recensione "culinaria" e questa volta tocca a Baran Kebap di Trieste.
Oramai ci sono a decine di posti che fanno il döner kebab (o kebap), ma questo posto merita di essere citato in quanto, a mio parere, fa sicuramente il migliore kebab di Trieste e forse il più buono che io abbia mangiato.
Forse merito della qualità della carne o delle salse - lo tzatziki che ci mettono è sublime - certo è che ha un sapore inconfondibile, rispetto agli altri che ho sempre trovato molto simili e poco riconoscibili. In più il classico panino viene riempito per bene, riuscendo a saziare parecchio.
Il menù del posto propone una buona varietà di piatti; si va dal tradizionale panino o arrotolato di kebab (agnello, pollo, vitello) ai falafel, dal börek all'hummus, dal tabbouleh al baklava. Numerosi sono anche gli antipasti, i piatti, i contorni e i dolci.
L'altra cosa fondamentale, per assecondare le esigenze di tutti i clienti, è che da Baran potete trovare anche vino e birra tra le bevande, a differenza di tutti gli altri posti simili. Oltre ovviamente a diverse bibite e acqua.
Sinceramente birra e kebab stanno benissimo insieme.
Gli ulteriori due punti a favore sono: due televisori che trasmettono le partite di calcio di Mediaset Premium, ma soprattutto il personale molto amichevole, gentile e disponibile, con il quale ci scappano sempre due chiacchere.
Il posto si trova in Passo Carlo Goldoni 1 a Trieste, praticamente all'incrocio con Via Carducci; è aperto con orario continuato dal lunedì alla domenica, fino a tardi.
Io ormai ci vado da un paio d'anni e ogni volta che ho voglia di mangiare un kebab, non ho dubbi su che posto scegliere.

Visualizza BARAN KEBAP in una mappa di dimensioni maggiori

Indirizzo:
Baran Kebap
Passo Carlo Goldoni, 1
Trieste
Tel. 040.634780

mercoledì 3 novembre 2010

THIS IS ENGLAND '86


Il nuovo serial, basato sul famoso film This Is England, ha già fatto la sua comparsa sulla televisione inglese, in particolare su Channel 4; sono 4 le puntate che raccontano la storia della compagnia che avevamo conosciuto nel 2006, nel lungometraggio scritto e diretto da Shane Meadows.
All'interno della storia sono passati 3 anni, è il 1986 e le vite dei personaggi si trovano ad avere a che fare con la disoccupazione che sta minacciando la Gran Bretagna; ed è anche l'anno dei Mondiali di calcio in Messico, significativi per la nazionale inglese e segnati dalla Mano de Dios di Maradona.
Ritroviamo, nella prima puntata, l'intera gang di skinhead e punk incontrata qualche anno prima: Shaun che affronta il suo ultimo esame scolastico - con conseguente passaggio dall'adolescenza all'età adulta - e Woody, Lol e gli altri alle prese con importanti decisioni per il loro futuro.
Gli episodi sono stati scritti da Shane Meadows e Jack Thorne e sono stati diretti da Shane Meadows e Tom Harper.
Proprio il regista, dopo l'uscita del film, si è ritrovato con un bel po' di materiale e di idee buone non utilizzate e ha deciso, con Film4 e Channel 4, di dare una continuazione sensata alla storia raccontata precedentemente.
Io ho trovato la prima puntata su aMule, sottotitolata in italiano e ho visto su Amazon che in Inghilterra è uscito un cofanetto in dvd, ma senza sottotitoli in italiano, a quanto ho capito.
Non resta che aspettare che in rete escano le successive 3 puntate; nel frattempo, se non l'avete ancora fatto, guardatevi il film da cui è stato tratto il serial.



Qua il sito ufficiale del serial This Is England '86
Foto da shanemeadows.co.uk
Video da youtube.com/user/channel4

martedì 26 ottobre 2010

LA PASSIONE DELLA FOTOGRAFIA


Alla fine ci sono cascato anch'io.
Negli ultimi due anni ho visto nascere tantissimi fotografi improvvisati, tra amici e conoscenti; persone che non avevano mai parlato di fotografia in vita loro, che da un momento all'altro spendevano buona parte dello stipendio in nuovi obiettivi grandangolari e flash per una perfetta illuminazione.
Io sono sempre stato scettico a riguardo e la maggior parte delle volte mi sono trovato a criticare chi, con fare superiore e un tantino radical-chic, esordiva dicendo: «Faccio il fotografo».
Ed è proprio chi parla tanto che poi alla fine ci casca.
Così, anch'io ho usufruito dell'ultimo assegno dell'indennità di disoccupazione, spendendo una cifra importante per una reflex di ultima generazione, grazie ai preziosi consigli di un caro amico fotografo molto quotato.
Non so se si possa ancora parlare di vera e propria passione, ma devo dire che finora i soldi spesi si sono trasformati in un vero e proprio investimento. Sì, perché, sempre grazie ai consigli di quel mio amico fotografo, mi sono trasferito da qualche settimana in un paesino del Salento e lì ho cominciato a fare alcuni scatti, principalmente a varie abitazioni.
Poi, una volta entrato in contatto con le persone giuste, sono riuscito a vendere qualche foto per l'esorbitante cifra di 10 mila euro, qualche altra invece l'ho dovuta scontare a 8 mila euro.
Capirete anche voi che sono prezzi da capogiro, soprattutto per un principiante come me; certo è che da qui poi il passo è breve e la tentazione di vantarsi con i conoscenti, millantandosi fotografo, è molto forte.
Solo ora capisco i novelli fotografi che fino a poco tempo fa criticavo.
L'unico problema è che il sindaco di questo paesino ha emesso un'ordinanza che, prossimamente, proibirà a tutti i fotografi di stazionare davanti ad una delle abitazioni più fotografate.
Da buon lavoratore quale sono, ora mi impegnerò giorno e notte a catturare tutti gli scatti possibili, dal forte impatto artistico, prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento, che di fatto toglierà la libertà alla povera gente che lavora e che quotidianamente fatica per portare il cibo a tavola.
E proprio grazie a questa fatica spero che le ultime foto scattate possano valere molto di più, dal momento che non sarà più possibile farle.
Poi per la passione c'è sempre tempo.


Foto da
http://win.salento.us/laterra/ComuniSalentoTaranto/Avetrana.htm

mercoledì 20 ottobre 2010

"HARD TIMES AND NURSERY RHYMES" NUOVO ALBUM DEI SOCIAL DISTORTION


Prevista per il 18 gennaio 2011 l'uscita del prossimo disco in studio dei Social Distortion, Hard Times And Nursery Rhymes, dopo l'ultimo Sex, Love And Rock'n'Roll, del 2004.
Un totale di 11 brani, per circa 55 minuti di durata, passando per alcuni pezzi già sentiti dal vivo negli ultimi anni; stando a quanto anticipato, la band ha cercato anche nuove sonorità, arrivando a inserire perfino alcuni cori gospel, ma senza abbandonare il marchio di fabbrica che l'ha resa famosa.
Il disco inizia con la strumentale Road Zombie, per poi far ascoltare finalmente, in versione studio, Still Alive, Bakersfield, Can't Take It With You e Alone And Forsaken di Hank Williams (già registrata in passato, in una differente versione).
Io personalmente sono contentissimo che abbiano deciso di registrare uno dei brani nuovi più belli, Diamond In The Rough, che ho avuto la fortuna di sentire durante un concerto a Berna, nel 2005.
Il primo singolo, Machine Gun Blues, sarà scaricabile da iTunes il 16 novembre 2010.

Questa la tracklist del disco:
  1. Road Zombie
  2. California (Hustle And Flow)
  3. Gimme The Sweet And Lowdown
  4. Diamond In The Rough
  5. Machine Gun Blues
  6. Bakersfield
  7. Far Side Of Nowhere
  8. Alone And Forsaken
  9. Writing On The Wall
  10. Can't Take It With You
  11. Still Alive
Vi lascio alcune versioni dei pezzi già sentiti nei live:






domenica 3 ottobre 2010

THE MUFFS INCANTANO LA SKALETTA


Difficilmente avrei creduto di poter vedere le Muffs a un metro da me.
Tutto questo si è realizzato giovedì 30 settembre 2010 alla Skaletta di La Spezia, durante la terza tappa del loro tour italiano.
Vedere Kim Shattuck a un passo di distanza fa un certo effetto; se poi ha tra le mani una chitarra e, insieme a Ronnie Barnett e Roy McDonald, ripropone gran parte dei brani che avresti voluto sentire, la situazione è perfetta.
Ad aprire il concerto ci pensano i New Heart da Como, in cui suona il Messicano, chitarrista dei Leeches; fanno in tutto sette pezzi, che mescolano sonorità punk rock anni '90 a ritmiche e strutture quasi hard rock. Non so se azzeccata come spiegazione. In un pezzo, con le dovute distanze, mi ricordano i Social Distortion di White Light.
Una buona prova, secondo me.
Poco dopo salgono sul palco i tre americani; Kim Shattuck indossa uno dei suoi abitini da bambola, calze fino al ginocchio, ballerine ai piedi. Ronnie e Roy come al solito sobri, jeans, maglietta, camicia.
Parte la scaletta e non mi sembra vero; li sto vedendo e sentendo dal vivo, dalla prima fila, davanti alla cantante.
Il trio è carico e il locale spezzino sembra l'ideale; la gente, tanta ma non troppa, è tutta compressa davanti al palco, con i tre americani a neanche mezzo metro di distanza.
La scelta dei brani pesca molto dai primi due dischi, passando per Happy Birthday To Me e Really Really Happy: un set di una cinquantina di minuti, più la bellezza di 5-6 bis.
Le canzoni che mi ricordo: From Your Girl, Outer Space, Oh Nina, Lucky Guy, I'm A Dick, Don't Pick On Me, A Little Luxury, Big Mouth, End It All, Ethyl My Love, I Need You, Another Day, Sad Tomorrow, That Awful Man, Agony, Won't Come Out To Play, I Need A Face, Saying Goodbye, più una manciata di pezzi nuovi.
Poca pausa tra un brano e l'altro, pubblico che viene continuamente coinvolto: Kim Shattuck ammicca e sorride, Ronnie si muove continuamente appoggiandosi sulla prima fila, Roy suona in modo estremamente pirotecnico.
I tre dal vivo non sbagliano un colpo; sono decisamente più grezzi rispetto al disco, ma il suono è costantemente pieno. Il power trio risulta devastante senza rinunciare alla melodia che lo contraddistingue. La cosa che mi salta subito all'orecchio è che il batterista nel live cambia: abbandona la pulizia e la precisione delle versioni studio, per suonare più sporco ma guadagnare in potenza. Picchia come un dannato e la base ritmica diventa solidissima, dando al set dal vivo un impronta molto più personale.
La scaletta scivola via veloce e la bellezza è che il gruppo risulta proprio solare; sembra che riesca a comunicare molto con la gente che ha di fronte e la cosa è tangibile.
Finisce il concerto, il pubblico sembra soddisfatto e i tre americani anche.
Aspetto che si riprendano qualche minuto dopo lo show e poi ne approfitto per scambiare con loro un paio di battute; mi dicono di essersi divertiti, di aver apprezzato il concerto e che la gente e il posto gli sono piaciuti molto. Poi gli spiego che era da anni che aspettavo di vederli dal vivo e gli chiedo di ritornare presto in Italia con il disco nuovo.


Scatto un paio di foto con loro e poi li lascio agli altri fan.
Oltre alla conferma di essere innamorato di Kim Shattuck, mi ha colpito il lato umano di questi tre, di come si siano fermati a dedicare qualche minuto ad ogni persona, dopo il concerto; hanno scattato foto con molta gente e hanno parlato un po' con tutti. E sinceramente, io non l'avrei dato per scontato.
Tralasciando ovviamente il lato artistico e la performance dal vivo, impeccabile.
Sicuramente uno dei migliori concerti degli ultimi anni e tre persone davvero fantastiche.
Ringrazio Franz e Diego per aver reso possibile questo spettacolo e la Federica per avermi come al solito ospitato.
Speriamo che tutto questo si possa ripetere il prossimo anno. Con un nuovo disco.

Vi lascio con un video tratto dal concerto:


e una chicca "strappata" durante questo tour:


Alcune foto del concerto potete trovarle qua oppure qua.


Foto di Federica Pantani

mercoledì 29 settembre 2010

I PADRONI DELLA NOTTE


"SE TI BECCHIAMO QUI DENTRO CHE DIO TI AIUTI FECCIA SCHIFOSA"
Così comincia I Padroni Della Notte, romanzo scritto Trevor Hoyle e pubblicato per la prima volta nel 1975; è la scritta che si può notare nell'androne delle scale del condominio in cui abita Kenny Seddon.
Il ragazzo fa parte del sottoproletariato urbano inglese dei primi anni '70, vive in un quartiere degradato, si barcamena tra un lavoro e l'altro, sulle dita delle mani ha tatuato le scritte "Love" e "Hate"; ha sedici anni, una ragazza e una squadra di calcio da seguire ogni weekend.
Kenny ha un gruppo di amici, con i quali si diverte a ubriacarsi, scatenare risse, commettere piccoli furti; la violenza e la mancanza di rispetto per l'autorità sono le caratteristiche principali che emergono dai vari personaggi. Un gruppetto di giovani teppisti, senza alcuna prospettiva di vita normale, il cui unico divertimento è aggredire altra gente, siano essi i pachistani del quartiere o i motociclisti capelloni.
Sullo sfondo si delineano situazioni familiari decisamente difficili: Kenny ha un padre violento dal passato non proprio esemplare; la madre di Vera, la sua ragazza, fa la prostituta.
Le diverse vicende sono raccontate da un narratore esterno alla storia, che riesce a trasmettere alla perfezioni i sentimenti e le sensazioni dei vari personaggi; inoltre, le descrizioni dei luoghi e delle azioni sono abbastanza minuziose, i dialoghi molto vivi e coinvolgenti.
In questa edizione de I Tascabili di Baldini Castoldi Dalai, del 2008, il volume viene presentato come un libro di culto sugli hooligan e gli skin; a mio parere, i protagonisti del romanzo non appartengono a nessuna delle due categorie. Magari qualche tratto in comune con le sottoculture c'è, ma sicuramente senza cognizione di causa; si tratta semplicemente di un gruppo di teppisti senza alcuna prospettiva per il futuro, che riversa la propria rabbia e la propria frustrazione allo stadio o sulla strada.
Un bel libro che permette di capire e toccare con mano le motivazioni che hanno forse portato alla nascita dei suddetti gruppi sociali, senza però giudicare, promuovere o condannare; uno sguardo decisamente oggettivo sulla situazione.
Questa edizione conta 264 pagine, per un prezzo di copertina di 6,90 euro.

sabato 18 settembre 2010

IL TUNNEL


Aveva trascorso i suoi ultimi anni all'inferno e ora si trovava seduto all'interno dello spogliatoio, ascoltando le ultime indicazioni prima della partita. La sua ultima partita. 

In passato era stato una buona ala sinistra, abituato a correre continuamente sulla fascia, attaccando e difendendo, per gli unici novanta minuti che lo facevano sentire realmente vivo. 

Aveva cominciato da piccolo, quando il padre l'aveva visto rubare il pallone al fratello più grande, cercando di colpirlo in modo ancora leggermente scoordinato, ma carico di forza e voglia d'imparare. 

Poi ci fu l'iscrizione nelle giovanili del Landsford Town e subito i primi traguardi raggiunti e le competizioni regionali vinte. Un percorso calcistico che qualsiasi ragazzino avrebbe voluto fare. 

Qualche anno dopo, Ronnie Taylor salutò la sua famiglia e la sua città, per approdare nella Lega Maggiore: un grande sacrificio, con la speranza di vivere il suo sogno e di rivedere presto i suoi genitori e suo fratello. 
C'era un rapporto speciale tra i due fratelli, non si erano mai separati per più di qualche giorno, e in quel momento sembrava che l'incantesimo si stesse rompendo. Lui, sempre impenetrabile, vide il fratello maggiore piangere, mentre la mano accennava un saluto; sapeva che, lontano da casa e da tutti i suoi punti di riferimento, ci sarebbero stati attimi in cui sarebbe scoppiato in lacrime senza alcun motivo. 

Poi finalmente arrivò il giorno dell'esordio nella massima serie, vestendo i colori giallo-blu del Waltersons United; un po' imbarazzato e insicuro, non fece una prestazione brillante. Un paio di passaggi imprecisi, un goal sbagliato, ma qualche buon tiro in porta. Cosa più importante, i movimenti in campo furono giusti e l'allenatore si ritenne soddisfatto. 

Col passare del tempo e i duri allenamenti, le prestazioni migliorarono e Ronnie si ritrovò sui più prestigiosi campi della nazione e dell'Europa. Non furono molti i titoli vinti e, nel corso degli anni, la squadra permaneva a metà classifica o al massimo rischiava di partecipare a qualche spareggio di fine campionato, con l'obiettivo di competere poi a livello internazionale. 

Numerose furono le offerte di altri club per acquistare il giocatore, ma lui ogni volta decise di continuare a vestire i colori del Waltersons. Era la squadra che lo aveva accolto con grande entusiasmo, i tifosi impazzivano per lui e la società rimaneva ferma sui propri ideali, che contrastavano parecchio con le leggi di mercato del calcio moderno. E tanto era l'orgoglio che l'ala sinistra aveva nel cuore. 

Adesso però era diverso. 

Ronnie pensava ai suoi trentun anni e si rendeva conto di non aver mai ottenuto nessun grande successo in campo agonistico. Sicuramente c'erano l'ottimo stipendio e l'adorazione della Curva Nord, ma quello che mancava era il suo nome su qualche importante albo della Federazione. 

Proprio per questo, nel corso degli ultimi anni, la depressione aveva preso il sopravvento e le prestazioni erano diventate sempre più incostanti; intere partite in cui il fiato non teneva più e i calci in porta sembravano deboli si alternavano a brevi ed istantanee prodezze che vedevano Ronnie protagonista di goal impossibili o perfetti uno-due col centrocampo, per poi piazzare il cross. Ma erano sempre più rari. 

Continuava a pensare alla sua età e si sentiva vecchio. Vedeva i più giovani riprodurre i suoi movimenti, per poi superarlo. Erano gli stessi giovani con cui aveva imparato a divertirsi, cascando nel piacere dell'alcool, delle feste e delle belle donne, quasi dovendo rispettare il luogo comune di tutti i geni incompresi del calcio inglese. 

Di certo, la morte della madre e la malattia del padre, avvenute negli ultimi cinque anni, non lo avevano aiutato ad uscire dal tunnel negativo in cui era precipitato. Rimpiangeva di non averli ringraziati abbastanza per tutti i sacrifici fatti, per i sabati passati al campo sportivo o davanti alla televisione a pagamento, guardando le sue prodezze, dall'età dei cinque anni ai ventiquattro. Troppo grande era per lui il peso che sentiva dentro, enorme la disarmante impossibilità di tornare indietro. 

Il rapporto con il fratello era rimasto buono. Si vedevano non appena possibile e ne approfittavano per recuperare tutto il tempo perso. Come la prima volta, al momento della partenza, il più grande scoppiava in lacrime e il più piccolo rimaneva impassibile. Ora, differentemente da quel lontano primo distacco, risultava più facile evitare le lacrime rifugiandosi al pub, davanti a qualche una pinta di lager. Mandando giù la bevanda alcoolica, pensava a quanto brutto fosse stato l'aver perso la laurea e il matrimonio di quella persona così tanto vicina a lui, solo per la speranza di prendere tre punti o di ottenere un pareggio fuori casa. 

Solo una settimana prima, grazie all'ultima vittoria in casa, il Waltersons United aveva ottenuto la possibilità di giocarsi la qualificazione alla Competizione Europea, per la prima volta nella storia del club. Questo traguardo sarebbe stato raggiunto solo con la vittoria della successiva partita di campionato, che sanciva la fine della stagione. L'ultima per Ronnie Taylor. 

Questo aveva deciso. Si sentiva vecchio e da tempo rimandava il momento dell'addio. Forse per non porsi mai un obiettivo da raggiungere, forse per rimanere a lungo in quell'oblio che ormai lo stava inghiottendo. Magari avrebbe potuto dare ancora molto al mondo del calcio, ma la decisione era stata presa. 

Avrebbe avuto una sola ed unica occasione per riprendersi gli anni migliori, in cui le sue magie facevano parlare tutti i giornali della nazione. Avrebbe dovuto disputare la migliore partita della sua carriera, da protagonista, trascinando il suo amato Walterson United verso la vittoria sul North Chanters. 

La sua ultima possibilità di riscatto, dopo anni buttati via, incorniciati da rimorsi e rimpianti. Lo doveva a se stesso, ai suoi genitori, a suo fratello. Alla squadra, alla società che aveva sempre creduto in lui, anche nei momenti peggiori. A sua moglie. Sì, da poco si erano sposati e questa donna lo aveva fatto rinascere. 

Ne era sempre più convinto e aveva tutto ben chiaro in testa, ora che l'allenatore invitava la squadra ad alzarsi dalle panchine e a scendere in campo. 

E proprio attraversando il tunnel che conduceva al campo di gioco, inghiottito dal boato dei tifosi che avevano riempito completamente lo stadio, Ronnie Taylor ripensava alla sua famiglia, agli ultimi vent'anni della sua vita, mentre una lacrima gli scendeva sul viso.

mercoledì 15 settembre 2010

MOTO GUZZI V7 RACER IN PRODUZIONE


É notizia di due giorni fa: la Moto Guzzi ha deciso di commercializzare la V7 Racer, modello che era stato presentato all'ultimo Eicma, assieme ai tre nuovi futuristici concept V12.
Molto probabilmente la moto sarà in vendita da ottobre 2010.
Il marchio di Mandello continua con la strategia del vintage, caricando maggiormente l'ultima evoluzione della V7, la Cafè; le cromature prendono il sopravvento sulla vernice, il telaio, i mozzi e il forcellone diventano rossi, compaiono delle tabelle portanumero sui fianchi laterali della coda e sul nuovo cupolino.
I soffietti parapolvere coprono la forcella e una cinghia in pelle chiude il serbatoio.


Le principali differenze tecniche comprendono ammortizzatori Bitubo regolabili e pedane arretrate (anch'esse regolabili).
Invariato il telaio, il motore e l'impianto frenante.
Fornito come optional un impianto di scarico Arrow dedicato, ma solo per l'uso in pista.
Infine una targa numerata, sulla piastra di sterzo, rende la V7 Racer ancora più unica, riportando il numero di serie che rimanda alla produzione limitata del modello.


Rispetto al modello presentato all'Eicma, mancano gli specchietti end-bar, i semimanubri sono meno caricati e la coda non è stata accorciata, purtroppo.
Piccoli dettagli, che però avrebbero fatto la differenza, a mio parere.
Prezzo non ancora ufficialmente comunicato, ma sul sito ufficiale della Moto Guzzi si può trovare un prezzo di 9.970 euro, franco concessionario, riferito ad una particolare promozione.


Sicuramente una moto molto bella e affascinante, ma di certo dotata di un motore un po' povero di cavalli: un discorso retorico e che ha già trovato molto spazio sulle precedenti due versioni della V7.
Non si parla qui di prestazioni mostruose, gare di accelerazione o velocità massima raggiunta; si chiede solo di rendere più sportiva una moto che, appena guardata, fa venire la voglia di indossare guanti, casco e occhialoni.
Sia per un fatto di tradizione, sia per allineare una gran bella moto alla concorrenza.


Ora il giudizio spetterà al pubblico, ma soprattutto al mercato.



Foto prese da motoblog.it
Video da motoguzzi.it

lunedì 13 settembre 2010

LA REALE VERITÀ


Mi ha convinto, utilizzerò questo dialogo al prossimo colloquio di lavoro:

«La differenza è che io non so fare niente, ma faccio tutto. Approsimativamente.»
«Perché ti chiedono di farlo, se lo fai approssimativamente?»
«Perché forse adesso le persone amano le cose fatte... Approsivamente.»


Emanuele Filiberto di Savoia, Tg3, 13.09.2010, Edizione delle ore 14:20

giovedì 9 settembre 2010

MARCIO AMOROSO SCEGLIE UDINE PER L'ADDIO AL CALCIO


Come annunciato a inizio 2010, il grande attaccante brasiliano Marcio Amoroso disputerà la sua ultima partita allo Stadio Friuli di Udine, omaggiando così l'Udinese Calcio e la tifoseria friulana, che l'hanno visto diventare capocannoniere della Serie A, nell'anno 1998/99, con 22 reti segnate.
Il bomber sarà a Udine nei prossimi giorni per discutere i dettagli dell'evento e molto probabilmente presenzierà allo stadio, durante Udinese - Juventus.
In una recente intervista, ha addirittura dichiarato che se Guidolin avesse bisogno di lui, gli garantirebbe 10 gol a stagione. Non sarebbe male.
La partita d'addio, che dovrebbe disputarsi a fine campionato, vedrà partecipare campioni brasiliani del calibro di Zico, Cerezo, Careca e compagni della storica Udinese della seconda metà degli anni '90, come Bierhoff, Poggi, Calori, Jorgensen, Giannichedda, Walem, Bertotto, Turci, Locatelli, Rossitto, Sosa.
Desiderio del brasiliano, è di riformare lo storico tridente Poggi-Bierhoff-Amoroso, dell'epoca Zaccheroni.
L'incasso sarà devoluto, per volere di Marcio Amoroso, alla onlus Udinese Per La Vita.
Spero che a breve il tutto venga organizzato.
Rimanete sintonizzati.



giovedì 2 settembre 2010

NOVITÀ DAI MANGES


Pubblicata in questi giorni, sul nuovo sito ufficiale, la copertina del prossimo disco dei Manges, Bad Juju.
Presa da un fotogramma del film Heroes del 1977, ci mostra un Henry Winkler attempato, mentre viene sbattuto su un'auto della polizia, da due agenti. Nel film, lui interpreta Jack Dunne, un veterano del Vietnam che scappa da un ospedale psichiatrico.
Per la band ligure, la strada continua e risulta facile il parallelismo tra il giovane e "tough" Henry Winkler, nel Fonzie di I Was A Teenage Rocker, e le vecchie e spensierate canzoni.
Poi il tempo passa, gli eroi crollano al tappeto: il duro invecchia e viene costretto dalle regole. I brani dei primi 7" si fanno da parte e lasciano spazio a testi profondi e sonorità cupe.
Niente più brillantina e jukebox.
Vedremo se anche questo disco seguirà la pista tracciata da Go Down.
L'album, registrato ad Atlanta la scorsa primavera e prodotto da Joe Queer, sarà disponibile dall'8 ottobre 2010 (compleanno di Johnny Ramone, come loro sottolineano); Tre Accordi stamperà la versione in cd e lp, che saranno distribuiti da Self. L'olandese Monster Zero stamperà il cd e distribuirà l'lp.
Bad Juju sarà composto da 12 brani, di cui uno scritto da Ben Weasel e uno scritto insieme a Dan Vapid.
Sono intanto 6 gli shows di presentazione del nuovo disco, di cui la prima in Olanda, a Rotterdam, e le altre in Italia, tra La Spezia, Bologna, Milano, Piacenza e Torino.
Le altre novità includono un prossimo split su 7" con gli australiani Hard-ons e due nuove canzoni su una compilation della Stardumb Records, compresa una cover dei Methadones.



Qua il link al nuovo sito dei Manges, dove trovate anche le date dei prossimi concerti

martedì 31 agosto 2010

PRIMO ANNO


Proprio oggi Morte O Gloria compie 1 anno.
Circa 100 post scritti e poco più di 8.300 visite.
Un enorme ringraziamento a tutti coloro che continuano a leggere e a supportare questo blog.
Per spedire regali, dolci, buste con denaro, scrivete pure a: morteogloriaATgmailDOTcom

giovedì 26 agosto 2010

NUOVE MAGLIE UDINESE 2010/2011


Si è svolta martedì 24 agosto, a Udine, la presentazione della nuova squadra dell'Udinese Calcio e delle nuove divise ufficiali da gara, per la stagione 2010/2011.
Manifestazione guastata dalle notizie di calcio mercato, che hanno visto come protagonisti il capocannoniere Di Natale, la Juventus, l'Udinese; giunte oggi, con un comunicato stampa ufficiale della società friulana, le smentite di una possibile cessione del capitano alla squadra torinese.


Tutto è bene quel che finisce bene, certo è che non tutte le dinamiche della vicenda sono state chiarite. Di Natale ha sempre dichiarato che vorrebbe concludere la sua carriera a Udine, ma si è dimostrato disponibile a prendere in considerazioni eventuali proposte; Pozzo ha tentato di smentire tutte le notizie sulla cessione alla Juventus, ma non ha mai pronunciato la parola "incedibile"; è stato proprio Di Natale a invitare, circa un mese fa, la gente ad abbonarsi e ad andare allo stadio, ma poi è sembrato molto imbarazzato durante la presentazione.
Alla fine rimane, ma la situazione è strana; diciamo pure che il dubbio resta ai tifosi, nonostante la soddisfazione immediata per la permanenza.
Un calciatore vecchio stile attaccato alla maglia o solo un'offerta non adeguata alle richieste, condizionata anche dalla sommossa popolare dei tifosi arrabbiati?
Speriamo che già dalle prime partite si possa capire qualcosa.
Dico solo che di questi tempi è difficile trovare giocatori-bandiera di una squadra. E forse Di Natale è uno di quelli.
Durante la stessa serata sono anche state presentate le nuove divise, realizzate dalla Legea: le tre maglie sono abbastanza fedeli alle anteprime scovate in rete nelle settimane precedenti, e non smentiscono la mia perplessità.
Non introducono nulla di nuovo, sembrano grossolane e realizzate in modo molto sbrigativo.
Bianconera la prima (la migliore), con righe della stessa larghezza e fastidiosissimi inserti in oro, enormi. Scudetto della società centrale, a lato lo sponsor Tipicamente Friulano, centrale e in grande il main sponsor, Dacia.


La seconda è arancione con inserti bianchi, loghi Legea neri, scudetto laterale e sponsor Lumberjack e Dacia centrali. Di una semplicità e una mediocrità disarmanti.


La terza bianca, con inserti neri, stesso modello della seconda; sponsor principale Tipicamente Friulano, centrale, e scudetto dell'Udinese laterale.
Anche questa non si può commentare.


Nel complesso mi aspettavo qualcosa di più, considerando che qualche notizia lasciava sperare nel ritorno di una maglia simile a quella dell'epoca di Zico, la classica bianca con striscia nera larga e centrale.


Purtroppo non è stato così, il progetto è stato scartato dalla società bianconera.
Brutta la cerimonia della presentazione, brutte le maglie.

mercoledì 18 agosto 2010

STORIE DI PUGNI


L'opera definitiva, che raccoglie i racconti di Jack London sul pugilato, è uscita a luglio 2010 e s'intitola Storie di Pugni.
In passato vi avevo già detto di come fosse difficile reperire i tre famosi racconti sulla boxe, Il Gioco, Una Bistecca, Il Messicano; fortunatamente ci ha pensato la Piano B Edizioni, pubblicando questo volume che raccoglie i suddetti e inoltre fa scoprire ai lettori l'inedito Il Match Del Secolo.
È un reportage del 1910, che London scrisse per il New York Herald come inviato sportivo: il pezzo copre i dieci giorni precedenti l'incontro e il combattimento che vide come protagonisti il campione bianco James Jeffries e il campione in carica dei pesi massimi, il nero Jack Johnson.
Lo scrittore qua diventa un po' giornalista e tiene una specie di diario, in cui ogni giorno annota gli allenamenti, le reazioni, le difficoltà e le capacità dei due combattenti, per poi arrivare al momento massimo, il match.
Come al solito, Jack London è incredibile nel raccontare minuziosamente un incontro di pugilato; tutto assume una connotazione realistica, si incassano i colpi, si annusa l'odore del sudore, si prova il dolore, si esulta per la vittoria.
127 pagine per un totale di 11,50 €.
Una buona occasione per recuperare i racconti, o leggerli per la prima volta, se non l'avete ancora fatto.

martedì 17 agosto 2010

PRESENTAZIONE UFFICIALE UDINESE CALCIO 2010/2011


Si terrà martedì 24 agosto 2010, alle 19:30, in piazza Duomo a Udine, la presentazione ufficiale della squadra dell'Udinese che affronterà la prossima stagione calcistica, nella Serie A Tim.
Durante la serata, verranno finalmente rivelate le nuove maglie da gara, quest'anno prodotte dalla Legea, poi si passerà alla presentazione di tutto lo staff tecnico e dirigenziale, e ai giocatori che comporranno la rosa della prima squadra, per il campionato 2010/2011.
Nel corso dell'evento, saranno presenti stand di ristoro, intrattenimenti musicali e un angolo dedicato al merchandising ufficiale della società friulana.
Finora le immagini trovate in rete, riferite alla nuova divisa da gioco, non esaltano molto: sì sono solo dei disegni e non sono state confermate ufficialmente, ma sembrano molto semplici e poco originali.







Comunque, per la versione definitiva della maglia, dovremo aspettare fino a martedì sera.
A presentare la serata ci penseranno la modella serba Nina Senicar e il giornalista Ivan Zazzaroni; quest'ultimo è stato protagonista anche durante la precedente presentazione e non ha portato poi così bene alla squadra, visto l'ultimo campionato.
Speriamo.


giovedì 12 agosto 2010

MARKY RAMONES BLITZKRIEG A TRIESTE


Marky Ramone ritorna in Italia e la notizia assurda è che "il parruccone" suonerà anche nella città in cui vivo, Trieste.
L'ennesima occasione per vedere lo storico batterista dei Ramones dal vivo, questa volta con i Marky Ramones Blitzkrieg: band che vede Michale Graves alla voce (ottimo ex Misfits di American Psycho e Famous Monster), Alex Kane e ClareB.
A quanto ho letto, la formazione prevede una scaletta di pezzi dei Ramones reinterpretati.
Esteticamente un misto tra i Misfits dell'epoca Graves e quella sorta di nuovo punk-emo-gothic-core, mi pare l'ennesima trovata commerciale di Marky Ramone, che, secondo me, spense la vena creativa musicale nel 1999 con il secondo album dei suoi Intruders (fortunatamente visti dal vivo); senza contare la presenza nell'album di Joey Ramone, del 2002, che rimane ad oggi uno dei più grandi dischi della storia.
Cercando su Youtube, i video che ritraggono i quattro dal vivo mi lasciano un po' perplesso: mi spiace vedere Graves alle prese coi pezzi dei Ramones, mi spiace vedere una cover band con un componente della band coverizzata.
Senza prendere in considerazione il video, a mio parere uno dei più brutti della storia, di un loro recente singolo originale (almeno credo), confezionato alla perfezione in quello stile da videogioco che piace tanto ai teenagers. Peccato perché il brano non suona male e proprio lì si può sentire Graves cantare a modo suo, senza dover apparire una pessima copia di Joey, alle prese coi pezzi dei Ramones, dal vivo.


Il concerto si terrà il 9 settembre 2010 al Teatro Miela.
Tour italiano organizzato da Hub Music Factory, data locale confermata da Trieste Is Rock.
20 € in prevendita, 22 € se acquistato il giorno del concerto; prezzo inferiore per i soci dell'associazione triestina.
Io ancora sono indeciso se andarci o meno, mi tenta molto il non aver mai sentito e visto Graves dal vivo.
Optando per il sì, spero solo che il vecchio si porti dietro in tour qualche barattolo di questo:



Qua tutti i dettagli della serata

lunedì 9 agosto 2010

MOTOCICLETTA-DIPENDENTI


Una recente ricerca condotta dall'Università della Pennsylvania, ha dimostrato come la vista di immagini di motociclette stimoli una parte del cervello, che solitamente viene attivata in seguito al bisogno di gratificazioni sessuali, economiche e conseguenti all'assunzione di sostanze stupefacenti.
L'esperimento, condotto da James Loughead, medico di neuropsicologia clinica, si è avvalso di un volontario di 31 anni, motociclista da 15 e appassionato di motociclette da una vita intera; il candidato è stato sottoposto alla visione di un filmato composto da foto di volti, di moto e di oggetti casalinghi.
1 secondo per immagine e blocchi da 30 secondi per ogni categoria, il tutto mentre il cervello veniva monitorato dalla risonanza magnetica.
Il risultato sottolinea che la vista di immagini di moto richiede al nostro organismo ricompensa e motivazione, e quindi il rilascio di dopamina; cosa che viene sempre associata a bisogni fisiologici naturali quali sesso e cibo, o artificiali, quali soldi o sostanze stupefacenti.
Una volta salito in sella, non ne potrai più fare a meno.


Qua l'articolo originale
Qua qualche breve nozione generale sulla dopamina

giovedì 5 agosto 2010

KILL THE REFEREE


Oggi si parla di calcio, ma da un punto di vista differente.
In Kill The Referee (Les Arbitres) gli arbitri sono i protagonisti.
Il film documentario esce nel 2009 per una produzione indipendente belga, la Entre Chien Et Loup; co-diretto da Yves Hinant, Delphine Lehericey e Eric Cardot, nasce da un'idea di Yvan Cornu.
La pellicola segue molto da vicino le vicende degli arbitri Howard Webb, Roberto Rosetti, Massimo Busacca, Manuel Mejuto Gonzalez, Peter Fröjdfeldt, durante il Campionato Europeo di Calcio 2008, disputato in Austria e Svizzera.
Europeo ricordato anche per le minacce di morte (da cui il titolo del film) piovute al direttore di gara inglese Howard Webb, da parte dei tifosi polacchi e del primo ministro, in seguito ad un arbitraggio controverso della partita Austria-Polonia, in cui ha fischiato un rigore discutibile a favore della formazione austriaca, in pieno recupero.
Il film risulta molto interessante e si sviluppa principalmente seguendo due filoni paralleli: da una parte, lo spettatore segue la partita con soggettiva puntata su arbitro, guardalinee e quarto uomo; dall'altra, partecipa alla vita degli arbitri prima e dopo la gara.
Nel primo caso, il film ci svela i dialoghi che avvengono tra l'arbitro, i suoi assistenti e i giocatori, grazie alle registrazioni prese direttamente dagli auricolari; subito ci si accorge dei livelli di tensione raggiunti in campo e di quanto sia difficile prendere una decisione in pochi secondi, affidandosi anche al parere dei colleghi.
Nel secondo, invece, le telecamera ci accompagna nel pre-partita, nel dopo partita, sulle panchine dello spogliatoio, mostrandoci i riti scaramantici di ogni arbitro e di ogni assistente, la tensione, la paura di commettere un errore. Ma non solo; si vedono immagini in albergo, momenti in casa in compagnia della famiglia, riunioni con la commissione arbitrale, autocritiche sull'operato, attimi di relax.
Durante questa ora e mezza scarsa, gli arbitri ne escono molto bene, secondo me; è la loro umanità a spiccare, che ci mostra quanto sia difficile il loro mestiere (a livello sportivo, s'intende), quanto siano esposti alle reazioni politiche, economiche e mediatiche, quanto sia alta la loro tensione prima e durante la gara. In evidenza anche il riflesso che le loro decisioni in campo hanno sulle loro famiglie e la difficoltà di gestire ventidue persone che in quel momento hanno solo l'obiettivo della vittoria.
Molto intelligenti, a mio parere, le scelte di rendere pubbliche le conversazioni in campo, di mostrare i momenti con la famiglia, di svelare i minuti di relax, molte volte passati in modo divertente in compagnia dei colleghi.
Una visione decisamente innovativa del calcio, rispetto a come siamo abituati a viverlo solitamente; un film da vedere e da far vedere, magari anche nell'ottica di un'eventuale educazione sportiva dei più piccoli.


Di seguito il trailer originale:


Qua potete vedere Kill The Referee in taliano, in streaming su Youtube

martedì 3 agosto 2010

NORTON COMMANDO 961 ARRIVA IN ITALIA


Previsto per gennaio 2011 l'arrivo in Italia della nuovissima Norton Commando 961, ultima evoluzione della mitica motocicletta inglese, nata nel 1968.
La nuova versione, entrata in produzione lo scorso anno, si diversifica in tre varianti: SE, Cafe Racer, Sport.
Tutte e tre montano freni Brembo, sospensioni regolabili Ohlins e un motore bicilindrico parallelo di 961 cc, raffreddato ad aria, con distribuzione ad aste e bilancieri e due valvole per cilindro; alimentazione ad iniezione elettronica, cambio a 5 marce.
La potenza dichiarata si aggira attorno agli 80 CV.


La SE (Special Edition) viene prodotta in serie limitata (200 esemplari per il primo lotto, di cui 20 destinati al mercato italiano) e ha in dotazione diverse parti in fibra di carbonio, come cerchi e parafanghi.
Disponibile nell'unica livrea nera con finiture oro.
Il prezzo è di 18.700 €, chiavi in mano.


La Cafe Racer ha le ruote a raggi, il cupolino e i mezzi manubri.
Disponibile in giallo e nero, nero e oro, rosso e oro, argento nero e rosso.
Prezzo di 16.700 €, chiavi in mano.


La Sport si presenta come la più economica, ha i cerchi a raggi, il manubrio rialzato e la forcella tradizionale (diversamente dagli altri due modelli, che montano la forcella a steli rovesciati).
Colorazioni disponibili, uguali a quelle della Cafe Racer.
Prezzo di 14.900 €, chiavi in mano.


Tutte e tre molto belle, la scelta dipende dal budget e dallo stile; a prima vista io opterei per la Cafe Racer in livrea nero-grigio-rosso. Forse la colorazione più bella, esaltata sicuramente dai cerchi a raggi.
Questo capolavoro motociclistico sarà a breve importato da Motocicli Speciali di Cremona, dove al momento è già possibile effettuare la prenotazione per aggiudicarsi un pezzo di leggenda inglese.
Sul sito ufficiale di Norton Motorcycles potete trovare anche un'intera sezione dedicata a vecchi manifesti pubblicitari del marchio, dal secolo scorso ad oggi; davvero molto interessante.


Questo il link alla pagina di Norton Motorcycles
Questo il link alla pagina di Motocicli Speciali
Questo il link alla pagina di Norton Italia